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I primi dieci anni di Twitter

Esattamente il 21 marzo di dieci anni fa nasceva uno dei Social media più amati e utilizzati degli ultimi anni: Twitter.

Suo padre, o meglio uno dei suoi tanti padri, Jack Dorsey che lo ha tenuto a battesimo nel 2006, torna a occuparsene a tempo pieno, cercando di educarlo dal punto di vista economico e della personalità. Sono questi, infatti, i due aspetti decisamente da migliorare per garantire la sopravvivenza di questo microblog da oltre 330 milioni di utenti.

 

Bozza-struttura-iniziale-Twitter
WIRED.IT

 

In soli dieci anni Twitter è stato in grado di fare la storia, l’esempio eclatante è la foto twittata da Obama nel 2012 in occasione della rielezione, retweettata 3,3 milioni di volte, ma è anche vero che nel corso della sua vita ha sperperato ben 2 miliardi di dollari. Negli anni si sono succeduti notevoli cambiamenti come: la scomparsa delle anteprime delle foto di Instagram, i filtri e poi le gif, le emoji, i video in loop di Vine e poi le dirette di Periscope. L’anno scorso sono stati lanciati anche Moments e subito dopo i sondaggi.

Altro merito di Twitter è stata l’introduzione degli hashtag, un simbolo utilizzato solamente per comunicare con i risponditori automatici, divenuto in breve tempo, oltre che icona dei trend topic, anche strumento per mettere in evidenza slogan o pensieri particolarmente ficcanti.

 

Infografica-dieci-anni-di-Twitter
IT.CCM.NET

 

A novembre l’ultima rivoluzione del 2015: Twitter abbandona la stellina e adotta il cuore per i preferiti con un aumento di like del 6%.

Ma l’argomento più controverso, da sempre, rimane il limite di 140 caratteri imposto per ogni tweet: già abolito per i messaggi diretti, torna regolarmente in discussione anche per la timeline principale. Proprio in occasione del decimo anniversario, però, Jack Dorsey ha confermato i 140 caratteri in un’intervista al The Today Show:

“The limit is staying. It’s a good constraint for us, and it allows for of-the-moment brevity. We’re changing a lot.

We’re always going to make Twitter better. But still 140 characters”

Se, inoltre, è stato capace di diventare un punto di riferimento per politici e personaggi noti – si pensi ai cinguettii di Samantha Cristoforetti dallo spazio o agli annunci di Matteo Renzi, capaci di rimbalzare sui media tradizionali. Dopo il comizio in piazza e la tribuna politica in Tv, è arrivato Twitter a ricordarci che il primo dovere di ogni buon politico è stabilire un contatto diretto con i cittadini. Per alcuni un buon modo per ridurre la distanza tra istituzioni e cittadini, per altri un modo ridondante di fare propaganda. A ogni modo, prima dell’avvento di Twitter, non c’era modo per una comunicazione diretta politico – elettore.

Il grande problema di Twitter, nonostante i grandi successi mediatici dei suoi dieci anni di carriera, rimane lo scarso appeal nei confronti di potenziali nuovi utenti, motivo per cui ha deciso di introdurre una visualizzazione degli aggiornamenti non (più) solo cronologica ma basata sugli interessi e sulle precedenti scelte degli iscritti, come fa Facebook.

Con Twitter siamo diventati tutti opinionisti televisivi. Che si tratti di una partita di calcio, un varietà, una tribuna politica non fa differenza. Su Twitter c’è posto per tutti, basta essere sul pezzo e avere un’idea dell’argomento.

Insomma, che amiate o meno Twitter, bisogna prendere atto che è entrato a far parte della vita di tutti noi, nel bene o nel male ed è per questo motivo che noi di Axterisco gli auguriamo altri dieci anni di successi al motto di keep calm and #lovetwitter.

Mantieni-la-calma-ama-Twitter

 

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