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L’Email marketing è sempre una strategia vincente?

L’uso eccessivo del marketing digitale può rivelarsi spesso una cattiva idea. E’ quanto emerge da uno studio, secondo cui il 57% dei consumatori è disposto a interrompere ogni tipo di rapporto con le aziende che li inondano di newsletter o email pubblicitarie, mentre il 63% intende, per ripicca, dichiara di spendere meno nell’acquisto di prodotti di queste aziende.

Qualche dato in più

Le informazioni che le aziende inviano via email ai loro clienti, attivi o potenziali, si traducono quindi in un clamoroso autogol. Questi dati, che potrebbero stravolgere le politiche di direct marketing di molte imprese, sono tratti da “Communication crackdown”, una recente ricerca realizzata da Coleman Parkes Research e promossa da Ricoh Europe.

Ma le note dolenti non sono finite qui: il 10% degli intervistati si è addirittura rivolto a un’autorità pubblica per non essere più disturbato e per far cessare l’invio indesiderato di email.

La pioggia di informazioni inutili, secondo gli utenti alla base del campione della ricerca, ha causato danni concreti nel rapporto con le aziende: il 25% ha affermato di non avere rispettato scadenze contrattuali, in quanto l’avviso di pagamento si è perso nella confusione dei comunicati ricevuti. Mentre il 34% non è riuscito a comprendere il costo di un servizio proposto e il 37% non si è avvalso di offerte di cui aveva diritto.

Case History: Banca BPER

Non sempre però l’email marketing è sinonimo di una cattiva strategia di promozione digitale. Un caso lampante è quello che riguarda la Banca BPER, che ha scelto di avvalersi di una soluzione professionale di invio email, ottenendo un alto tasso di recapito grazie a funzioni avanzate relative alla profilazione.

BPER Banca, con 770 filiali in 18 regioni italiane, è l’istituto a capo del Gruppo BPER, considerato il sesto gruppo bancario italiano grazie a quattro banche commerciali, autonome e radicate nel territorio.

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Credits spotandweb.it

Dopo aver valutato diverse proposte presenti sul mercato, l’Istituto ha scelto come partner tecnologico MailUp, le cui funzioni di segmentazione avanzata hanno permesso a BPER Banca di lanciare una campagna mirata a tutti i clienti che avevano sottoscritto in filiale il contratto per l’utilizzo dell’internet banking, senza mai effettuare il primo accesso.

La campagna si è sviluppata in quattro fasi: nel primo BPER Banca ha inviato un’email per illustrare i vantaggi del servizio di internet banking e, dopo la seconda fase di analisi dei report statistici, è seguito l’invio di un SMS a tutti i clienti che hanno fatto registrare errori di recapito nel primo invio. Come ultimo step, è stata recapitata una email di recall a tutti i destinatari che non avevano aperto la prima comunicazione.

In questo modo gli utenti internet banking attivati da BPER Banca sono cresciuti del 7% (rispetto allo stesso periodo del 2014), il tasso di aperture e il tasso di clic hanno segnato rispettivamente un miglioramento del +42,1% e del  +12,7% (confrontandoli con la media di settore).

Conclusioni

Tutti questi dati dovrebbero fare riflettere sull’utilizzo del marketing digitale. Evidentemente, molte aziende, ingannate dalla facilità e dai bassi costi della comunicazione via email col pubblico, continuano ad adottare un approccio quantitativo, inviando senza criterio ogni tipo di comunicato, al posto di puntare su informazioni mirate e soprattutto, segmentate.

 

1 comment on “L’Email marketing è sempre una strategia vincente?Add yours →

  1. Interessante articolo complimenti!
    Personalmente credo per fare bene con l’email marketing ci sia bisogno di concentrarsi su due cose molto importanti del web

    La prima è la qualità del messaggio

    Deve necessariamente essere interessante per il destinatario, con una segmentazione efficiente si può capire benissimo a chi mandare determinati messaggi e quale contenuto veicolare.

    La seconda è la frequenza dei messaggi

    Troppo spesso anche grossi marchi abusano del mezzo, inviando email troppo spesso e così si capiscono anche le statistiche dell’articolo che fanno letteralmente odiare agli utenti l’email.

    Saluti

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